LEONE JACOVACCI: IL CAMPIONE NERO CHE NON PIACEVA AL DUCE

LEONE JACOVACCI: IL CAMPIONE NERO CHE NON PIACEVA AL DUCE

Il 24 giugno 1928 allo Stadio Nazionale, l’attuale Flaminio, sono in quarantamila ad assistere a quello che probabilmente era l’evento sportivo dell’anno: la finale europea dei pesi medi di pugilato, con due italiani a contendersi il titolo. Un incontro che è anche un’immagine della società dell’epoca. Da un lato, Mauro Bosisio, tecnico, biondo, milanese, bianco. Dall’alto Leone Jacovacci, potente, romano, del popolo, nero.
Uomini del regime come Balbo e Bottai sono seduti in prima fila ad assistere al match, per la gioia dei giornalisti e dei fotografi. Addirittura Gabriele D’Annunzio qualche giorno prima aveva annunciato la sua partecipazione. Il match fu duro. Alla fine a vincere lo scontro e il titolo fu Leone, ma le sue imprese non vennero celebrate. Non diventò un eroe del fascismo e un modello da seguire come spesso avveniva per gli sportivi vincenti del periodo. Questo perché Leone è nero, e la pelle nera mal si addice al modello del bianco “uomo italico” che viene propagandato dal regime fascista. Infatti, la storia sportiva di Leone termina esattamente dopo quella vittoria. Sembrerebbe che Mussolini stesso diede ordine di ostracizzare la carriera del giovane atleta. Addirittura le immagini del match allo Stadio Nazionale vengono manomesse. Da campione d’Europa, Leone è costretto a tornare in Francia, mentre Bosisio si fa intervistare circondato da gerarchi e membri del partito, affermando di essere stato vittima di una grande ingiustizia con quel verdetto. Da quel momento in poi, della vita di Leone si sa ben poco. Si sa che abbandonò lo sport professionistico e dopo la guerra rientrò in Italia, svolgendo lavori occasionali, e morì a Milano nel 1983.

Eppure Leone Jacovacci, come detto, era italiano, italianissimo. Era nato nel 1902 in Congo, figlio di un italiano che lavorava in Africa per conto del re del Belgio e di una donna del luogo. Arriva nel 1905 in Italia, dove viene prima allevato dai nonni e poi affidato ad un collegio. A sedici anni si imbarca come mozzo in una nave inglese ed assume il nome di John Douglas Walcker. Probabilmente in questo periodo vissuto in mare si avvicina al pugilato. Una volta a Londra inizia a farsi notare per le sue vittorie sul ring. Nel 1921 è a Parigi, dove ormai la sua stella brilla più luminosa di altre, con più di venti vittorie consecutive. L’anno dopo è una celebrità e rientra in Italia per un match contro il campione italiano dei pesi medi, Bruno Frattini, al Teatro Carcano di Milano. Fu sconfitto ai punti, ma secondo i testimoni dell’incontro avrebbe di certo meritato qualcosa in più. Decide di rimanere in Italia e di farsi riconoscere la nazionalità, nonostante gli ostacoli posti dalle autorità fasciste. Con spirito mai domo, riuscì a vincere questa battaglia e a prendersi la sua personale rivincita sul ring quella sera di giugno del 1928, quando davanti al regime e a tutta Italia, “er nero de Roma” si laureò campione d’Europa dei pesi medi.

sport, storia , , , , , ,

Informazioni su peoplehavethepower

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001. L’autore del blog non è responsabile del contenuto dei commenti ai post, né del contenuto dei siti linkati. Alcuni testi o immagini inseriti in questo blog sono tratti da internet e, pertanto, considerati di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate comunicarlo nei commenti dell'articolo interessato. Saranno immediatamente sistemati o rimossi.ATTENZIONE: Questo Blog non intende in alcun modo incentivare condotte vietate. Tutte le informazioni contenute sono da intendersi esclusivamente ai fini di una piu' completa cultura generale. L'amministratore del Blog, lo staff non si assumono nessuna responsabilita' per un uso improprio delle informazioni contenute nel sito. Leggi peoplehavethepower con responsabilità.

Precedente Gino Strada: “Stanno cercando di anestetizzarci il cervello – Non è guerra al terrorismo, è guerra contro i poveri del mondo” Successivo Socrate e il test dei tre setacci da leggere e condividere

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.