Stiamo per scattare la prima foto di un buco nero della storia, grazie al telescopio Event Horizon

Stiamo per scattare la prima foto di un buco nero della storia, grazie al telescopio Event Horizon!

Scattare la foto ad un buco nero è estremamente complesso, poiché la sua attrazione gravitazionale è talmente intensa da distorcere addirittura la luce; la fotografia che scatteremo a Sagittarius A non sarà diretta, si tratterà bensì dell’ombra del buco nero sul background di radiazione cosmica della nostra galassia.

Sorprendentemente, gli scienziati affermano che sarà molto simile al buco nero rappresentato nel film Interstellar, che è stato realizzato in collaborazione con l’astrofisico Kip Thorne.

Nella relatività generale, si definisce buco nero una regione dello spaziotempo con un campo gravitazionale così forte e intenso che nulla al suo interno può sfuggire all’esterno, nemmeno la luce.

Classicamente, questo avviene attorno ad un corpo celeste estremamente denso nel caso in cui tale corpo sia dotato di un’attrazione gravitazionale talmente elevata che la velocità di fuga dalla sua superficie risulti superiore alla velocità della luce. Da un punto di vista relativistico, invece, la deformazione dello spaziotempo dovuta ad una massa così densa è tale che la luce subisce, in una simile situazione limite, un redshift gravitazionale infinito. In altre parole, la luce perde tutta la sua energia cercando di uscire dal buco nero. La superficie limite al di là della quale tali fenomeni avvengono è detta orizzonte degli eventi.

Da questa caratteristica, deriva l’aggettivo “nero”, dal momento che un buco nero non può emettere luce. Dal fatto che nessuna particella possa sfuggirgli (nemmeno i fotoni), una volta catturata, risulta invece appropriato il termine “buco”. Un corpo celeste con questa proprietà risulterebbe, quindi, invisibile e la sua presenza potrebbe essere rilevata solo indirettamente, tramite gli effetti della materia che precipita nel suo intenso campo gravitazionale. Fino ad oggi, sono state raccolte numerose osservazioni astrofisiche che possono essere interpretate (anche se non univocamente) come indicazioni dell’effettiva esistenza di buchi neri nell’universo, come le galassie attive o le binarie X. Il termine “buco nero” è dovuto al fisico John Archibald Wheeler; in precedenza si parlava di “stella oscura” (dark star) o “stella nera” (black star)

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