Uno studio scientifico dimostra che chi si fa i selfie ha disturbi mentali

Uno studio scientifico dimostra che chi si fa i selfie ha disturbi mentali

Gli scienziati non hanno più dubbi: chi si fa  selfie soffre di un vero disturbo mentale. Effettivamente non c’era bisogno di uno studio, noi tutti già lo sapevamo. E, ovviamente, non stiamo parlare di chi si scatta una foto ogni tanto ma di quelli che scattano selfie a ripetizione: mentre mangiano, prima di dormire, appena svegliati, insieme al fidanzato, con gli amici, sotto la doccia, mentre guidano… e la lista potrebbe continuare all’infinito.

Chi si scatta selfie dopo selfie ha, dunque, un disturbo di personalità: si tratta di persone senza autostima e con problemi nell’intimità. Lo dicono gli studiosi in seguito a uno studio svolto negli Stati Uniti.

Gli autoscatti fatti con il telefono sono spesso pubblicati sui social. Alcune persone ne postano decine e decine al giorno e dietro ad ogni scatto postato ci sono tanti scatti scartati.

Si cerca il posto giusto, l’angolo migliore, la luce che metta meglio in risalto il viso e nasconda i difetti e poi si scatta: 1, 2, 3… 10 scatti. Poi si sceglie il migliore, si applicano i filtri per correggere gli ultimi dettagli e si posta, magari con una frase d’effetto.

L’American Psychiatric Association lo considera una vera malattia mentale e che si potrebbe chiamare “Selfite“. Chi fa tanti selfie lo farebbe, dunque, per colmare vuoti nella sua intimità e per mancanza di autostima.

La stessa associazione ha stabilito una scaletta che potrebbe aiutare le persona a capire la gravità del proprio disturbo.

Chi si scatta fino a tre selfie al giorno senza postarli sui social è al limite… ha ancora tempo per fermarsi. Soffre del disturbo chi si scatta più di 3 selfie che pubblica sui social… e chi pubblica più di 6 selfie sarebbe, addirittura, un caso cronico.

Non ci sono cure per questo disturbo fino ad adesso…

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